Scopri i passi più recenti di questo importante progetto
che coinvolge tutta la comunità
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Uno sguardo inclusivo
“La vera sfida non è trovare ciò che è diverso dove nessuno lo vede, ma non vederlo dove per tutti è palese” Normalità come uguaglianza di valore, ma non solo. Normalità è anche fare come tutti, vivere con tutti gli altri, fare esperienze, vivere contesti comuni, poter scegliere, vivere la quotidianità come un’opportunità e non come una continua sfida. Tutti abbiamo bisogno di normalità e di goderne i benefici, la normalità può essere la nostra ancora di salvezza nella tempesta di tutti i giorni.
Il rischio però, cercando di creare un contesto inclusivo, è quello di non riconoscere le specificità, i reali bisogni di una persona e di non leggere in modo corretto la sua situazione: per questo motivo possiamo parlare di speciale normalità, ovvero un arricchimento del valore di normalità, tenendo comunque in considerazione la persona con la sua storia.
La disabilità viene definita come una condizione in un ambiente sfavorevole. Questa condizione comporta delle difficoltà in quella normalità che dovrebbe permetterci di fare esperienze e di farci mettere in gioco con persone e situazioni. Tutti ci possiamo trovare in una situazione di bisogno, di fragilità, in cui siamo costretti a chiedere un aiuto, ma non sempre troviamo una mano tesa dall’altra parte.
Lo stesso San Giovanni Bosco è stato in grado di vedere cioè che era invisibile. Quei giovani, quelle persone, quelle fragilità, quelle storie, che per diverso tempo sono state invisibili agli occhi di tanti, di troppi. Quella fragilità che deve essere trasformata nella scintilla per creare qualcosa di grande. I luoghi diventano sì la parte concreta di un oratorio, ma questi spazi devono ospitare quelle relazioni affidabili che assicurano di entrare in contatto con esperienze e punti di riferimento che si rivelano utili e funzionali per la propria scoperta e crescita. L’oratorio deve essere un incastro di tanti pezzi, ognuno con le sue caratteristiche, accolto in una realtà di libertà, gratuità e diversità.
Fragile è un anziano che fa fatica a camminare, un giovane perso davanti alle sfide lavorative, un ragazzo che soffre di attacchi di panico, una ragazza anoressica, un bambino in carrozzina, un adolescente con una situazione familiare difficile, un prete con delle difficoltà, una donna che si sente sola… La questione, quindi, non è unicamente la propria condizione fisica, ma il contesto in cui ci si trova a vivere. L’essere fragili non può più essere vista come una condizione di pochi ma deve essere una questione che riguarda l’intera comunità, deve essere un interesse comune.
Partendo da questa riflessione, l’ambizione del progetto del nuovo oratorio di Olgiate Comasco è quella di riconoscere la fragilità come risorsa, abbattendo barriere architettoniche e sociali, per permettere a chiunque di sentirsi parte di una comunità, offrendo a tutti un punto di partenza per ricominciare ad essere i protagonisti della propria vita. In merito, Papa Francesco, denunciando quella che lui definisce la “cultura dello scarto”, è stato chiaro “a volte penso che dovremmo affiggere nelle parrocchie, alla porta, un cartello che dice Ingresso Libero. Le parrocchie devono essere comunità vicine, senza burocrazia, centrate sulle persone, e in cui trovare il dono dei sacramenti. Devono tornare ad essere scuole di servizio e generosità, con le porte sempre aperte agli esclusi. E agli inclusi. A tutti. Per favore, siamo audaci!”
Il nostro Oratorio… PER TUTTI
Al termine dell’emergenza sanitaria, gli spazi che si riattavano di volta in volta per poter portare avanti le attività parrocchiali, si sono rivelati ancor più inadeguati per una comunità, ricca di tradizione e di nuove iniziative. Si è fatto più urgente un intervento nuovo che possa diventare fisicamente inclusivo, che traduca nella pratica lo sguardo di prossimità per ricostruire una rete relazionale che sostenga una persona che si scopre fragile, sola, timorosa di lanciarsi nell’avventura della vita.
Un oratorio per tutti: è quindi questa la sfida accolta dalla comunità ed elaborata nel progetto presente.
La conformazione del lotto dell’oratorio San Giovanni Bosco favorisce la collocazione del fabbricato verso la strada ex S.S. 342 Briantea, via Vittorio Emanuele II, lasciando la parte interclusa tra le case per gli spazi a gioco. Il nuovo fabbricato si compone di tre parti: il salone polifunzionale, rivolto verso la città, il corpo di distribuzione e il corpo di fabbrica che contiene le attività specifiche dell’oratorio. Articolandosi in due dimensioni: quella “orizzontale” del sociale e quella “verticale” della fede.
In quest’ultimo “cubo architettonico” si distribuiscono gli altri contenitori:
Obiettivo: oratorio come casa di tutti che si affaccia sul territorio: “ingresso libero, vieni e vedi”.
Obiettivo: creare costante interscambio con le associazioni e le istituzioni del territorio per condividere progettualità e interventi socio pastorali, nel rispetto dei ruoli istituzionali e della ricchezza dei reciproci apporti.
Obiettivo: un oratorio propedeutico per l’autonomia della persona
Siamo consapevoli del peso della proposta, anche a livello economico, ma non si possono ripercorre schemi tradizionali che spesso hanno favorito occupazione di spazi, ma non processi generativi.
L’obiettivo è la realizzazione di una struttura che sia strumento abitato 365 giorni all’anno e in cui la coabitazione di soggetti diversi, a partire da una presenza pressoché stabile di accoglienza, possa favorire scambi tra generazioni, luogo di confronto, di virtuose collaborazioni con le istituzioni perché la “povertà” (dei giovani in termini di disagio, degli anziani in termini di solitudine… ) ha una capacità di generare e di far circolare ricchezza umana che si traduce, alla fine, in sostenibilità delle stesse opere.
Nello specifico, i macro-obiettivi che si vogliono portare avanti con le nuove strutture, tenendo in considerazione i bisogni e l’idea di offerta pastorale a cui punta la parrocchia di Olgiate Comasco, sono:
Là dove c’è vita si realizza anche il pareggio economico e il proseguo dell’opera nel tempo.
L’esperienza di tante strutture diventate spazi vuoti intorno a noi ci sta insegnando che lo spazio deve tornare ad essere strumento capace di interessare e affascinare e accogliere e non obiettivo finale sterile. Da qui nasce la sfida di creare un luogo in cui ognuno venga accolto come è, un pezzo unico e irripetibile che nella condivisone con l’altro può creare qualcosa la cui bellezza, singolarmente, non sapremmo nemmeno immaginare.
E per Olgiate Comasco in fondo questo modello vuol dire tornare alle proprie origini contadine in
cui la terra (il senso pratico della vita) modellava l’uomo. Perché prima di tutto, prima del cristiano, occorre formare l’uomo e questo è il comune denominatore che riguarda tutti, tutta l’umanità, nessuno escluso.
Vita Olgiatese 17 ottobre 2021
Vita Olgiatese 4 settembre 2022
Comunicato del Parroco alle sante Messe 25 dicembre 2022
Oltre alla Buona Novella con la maiuscola, oggi ce n’è un’altra, come dire, di dimensioni più ridotte e terrene, ma che tocca da vicino la nostra comunità. Dopo avere vagliato la documentazione preliminare relativa alla progettazione della struttura oratoriana, un intervento che sappiamo necessario e che è particolarmente atteso, i competenti organismi della Diocesi ci hanno autorizzato a procedere esprimendo un parere che è la premessa per la progettazione definitiva. Non è una formalità, ma un vero passo avanti che possiamo considerare come un dono di Natale e infatti conforta l’impegno rinnovato per pervenire, seguendo tutti gli itinerari tecnici e normativi previsti, all’oratorio che potremo definire finalmente nuovo, adatto alle esigenze dei nostri giovani nel nostro tempo.
La strada per la ristrutturazione e dunque il rinnovamento dell’infrastruttura oratoriale olgiatese è tracciata. Il parere che il competente organo della Diocesi ha espresso dopo avere vagliato la documentazione preliminare di progettazione, autorizza l’iter procedurale che abbiamo intrapreso e che seguiremo con rigore e passione per pervenire infine ad un oratorio all’altezza dei tempi su ogni piano, dalla sicurezza all’accoglienza, in risposta ad una richiesta condivisa dall’intera comunità parrocchiale. Senza neppure attendere che trascorrano le Festività, la progettazione definitiva di un intervento radicale procederà speditamente, perché la strada è ancora lunga e non si devono frapporre indugi adesso che abbiamo l’attestazione della bontà della nostra iniziativa. Seguirà quella della qualità – gli aspetti tecnico, finanziario e pastorale saranno a loro volta sottoposti all’approvazione diocesana – mentre il nostro convincimento di una buona opera trova il conforto nella previa ratifica che ci è giunta per Natale, e non poteva darsi occasione migliore per una così lieta novella.
8 luglio 2023
2 settembre 2024
Il ministro Alessandra Locatelli al Grest di Olgiate Comasco
3 febbraio 2025
21 marzo 2025
1 marzo 2026
Con il contributo di:
Progetto per l’oratorio San Giovanni Bosco – Ridisegno dell’area volto all’inclusività
Progetto finanziato nell’ambito del programma interventi emblematici maggiori Provincia di Como
Foto e Video
Riproduzione riservata – Parrocchia Santi Ippolito e Cassiano MM
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